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LIVRE D'HEURES - LIBRO D'ORE a l'usage de Rome

Specifiche

  • Autore: LIVRE D'HEURES
  • Titolo: LIBRO D'ORE a l'usage de Rome
  • Luogo: North of France
  • Data: Last quarter of the fifteenth century
  • Formato: 130x180 mm

Prezzo: € 54.000,00



Descrizione prodotto

Legatura settecentesca in pieno marocchino verde oliva, dorso a 6 scomparti con titolo e fregi in oro, piatti riccamente decorati in oro con bordura floreale. 113 fogli in pergamena, compresi 1 bianco di sguardia e 1 bianco alla carta 23; testo manoscritto in corsivo su 17 righe; 13 miniature a piena pagina e 1 foglio di carta alla sguardia posteriore. Completo. Numerosissime piccole e medie lettere in oro, in rosso e blu. Le 13 grandi miniature a piena pagina sono pregevolmente dipinte entro elaborate finissime bordure con decorazioni vegetali e animali. Codice medioevale di ottima scuola pittorica e assai ricco di decorazioni e scene bibliche di notevole freschezza, tipiche della metà del XV secolo. Complessivamente il codice è in ottimo stato in bella legatura settecentesca, lievi sbavature di colore ad alcune pagine. Nei codici di questo tipo, le pitture non avevano solo uno scopo decorativo ma integrandosi con il testo dovevano aiutare la meditazione e la preghiera. Soprattutto per coloro che non sapevano leggere, non dimentichiamo che il grado di analfabetismo era alto anche tra i proprietari dei libri d'ore e l'immagine serviva quindi a capire in quali preghiere recitare, a memoria, o quali testi ricordare. La disposizione delle miniature all'interno del volume segue uno schema ben ordinato e le immagini rappresentano episodi legati alla vita di Gesù e della Vergine ma non mancano anche passaggi e figure dell'Antico Testamento. Cominciamo dal calendario, solitamente posto all'inizio del libro. Le miniature che introducono ciascuna delle otto ore canoniche sono: l'Annunciazione, la Visitazione, la Natività, l'Annuncio ai pastori, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Strage degli Innocenti o la Fuga in Egitto. La sequenza termina spesso con la Dormizione o l'Incoronazione della Vergine. In alternativa possono apparire scene dal ciclo della Pasqua come il tradimento di Giuda, la salita al Calvario o la Crocifissione. Nei Salmi Penitenziali troviamo raffigurati episodi legati al re Davide mentre nell'Officio dei defunti compaiono riti funerari, immagini del Giudizio Universale o l'episodio di Giobbe che incontra i fratelli. Nella parte finale del libro compaiono i Santi con i loro attributi o con gli strumenti del martirio; ad esempio S. Pietro è raffigurato con le chiavi, S. Sebastiano trafitto da dardi, S.Lorenzo con la graticola, S.Stefano con un sasso, Santa Caterina d'Alessandria con la ruota. Queste illustrazioni sono quasi sempre di dimensioni inferiori rispetto alle tavole più importanti che aprono le Ore Canoniche. Le miniature sono spesso circondate da magnifiche bordure con stili e caratteristiche diverse a seconda del periodo. Si va dalle più semplici costituite da girari di foglie stilizzate e riconducibili al periodo gotico, a quelle, forse più note, saturate da un fitto intreccio di tralci di foglie d'acanto, di fiori, frutti e animali per arrivare a bordure più naturalistiche di derivazione fiamminga . Le bordure floreali, per iconografia e stile, vanno ricondotte all'Hortus Conclusus, ovvero a quell'immagine ricorrente nel Medioevo e ispirata al Cantico dei Cantici che recita "giardino chiuso tu sei, sorella mia, sposa, giardino chiuso, fontana sigillata". Rappresentato da un giardino segreto e fantastico, che offre riparo dal male, nel quale crescono fiori e frutti allegorici, sempre associati alla figura della Vergine Maria e del Paradiso. La rosa è per eccellenza il fiore legato alla Madonna chiamata anche "rosa senza spine" cioè non toccata dal peccato originale; la tradizione narra infatti che la rosa del giardino nell'Eden fosse priva di spine. La rosa con le spine è invece attributo del martirio. Il fiore ricorre anche in alcuni episodi della Sacra Famiglia e nelle immagini del Santo Sepolcro. Le rose rosse possono anche rappresentare il sangue di Cristo mentre quelle bianche sono lavate dalle lacrime della Vergine. Anche l'iris, dalle diverse colorazioni, viene comunemente considerato un fiore della Madonna e talvolta sostituisce il giglio nelle scene dell'Annunciazione, in altri casi è associato al suo dolore per la morte di Gesù. La viola nell'immaginario popolare è simbolo di modestia e umiltà; per questo viene anch'esso accostato alla Vergine ma anche a Gesù che ha avuto l'umiltà di farsi uomo. Il fiordaliso che cresce spontaneamente nei campi di grano viene associato alla figura di Gesù come pane Eucaristico e anche alla sconfitta del demonio poichè al fiore si attribuivano proprietà contro il morso dei serpenti. La fragola è considerato cibo dei beati e come tale richiama l'immagine del Paradiso. Viene associato all'Annunciazione e all'Incarnazione di Cristo che secondo la tradizione avvennero in primavera, contemporaneamente alla nascita del frutto. Il giglio, che nell'Antico Testamento veniva associato alla fertilità e alla bellezza, nell'iconografia medievale, ricorda l'episodio di Gesù bambino che dona fiori di giglio ai santi e viene collegato alla castità e alla purezza. Per questo diviene uno dei simboli che più spesso accompagna la figura della Vergine, soprattutto nelle scene dell'Annunciazione. Il melograno nel Medioevo è spesso raffigurato in mano a Gesù Bambino come simbolo della futura Resurrezione mentre tra le mani della Madonna può indicare la castità. Accenniamo brevemente al significato allegorico attribuito agli animali che abitano le decorazioni nei libri d'Ore. L'uccello, spesso presente nelle bordure, come la farfalla, raffigura l'anima umana che abbandona il corpo al momento della morte. La lumaca, animale che si chiude nel guscio, nella dottrina cristiana è diventata simbolo di virtù e sobrietà. Quello che può sembrare un semplice corredo decorativo, si rivela invece un interessante elemento per svelare alcuni segreti di quest'epoca, in cui l'arte, la realtà e la fede si fondono in un'unica percezione del mondo.

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