MOLETI Giuseppe (1531-1588)

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TABULAE GREGORIANAE MOTUM OCTAVAE SPHAERAE AC LUMINARIUM AD USUM CALENDARIJ ECCLESIASTICI, & AD URBIS ROMAE MERIDIANUM SUPPUTATAE;  PER IOSEPHUM MOLETIUM MATHEMATICAS DISCIPLINAS IN  CELEBERRIMO GYMNASIO  PATAVINO PROFITENTEM...ADIECTI SUNT LIBRI DUO DE CORRIGENDO CALENDARIO, & DE USU COMPUTI ECCLESISTICI. Unito a: DE CORRIGENDO ECCLESIASTICO CALENDARIO LIBRI DUO.

Specifiche

  • Autore:

    MOLETI Giuseppe (1531-1588)

  • Titolo:

    TABULAE GREGORIANAE MOTUM OCTAVAE SPHAERAE AC LUMINARIUM AD USUM CALENDARIJ ECCLESIASTICI, & AD URBIS ROMAE MERIDIANUM SUPPUTATAE;  PER IOSEPHUM MOLETIUM MATHEMATICAS DISCIPLINAS IN  CELEBERRIMO GYMNASIO  PATAVINO PROFITENTEM...ADIECTI SUNT LIBRI DUO DE CORRIGENDO CALENDARIO, & DE USU COMPUTI ECCLESISTICI. Unito a: DE CORRIGENDO ECCLESIASTICO CALENDARIO LIBRI DUO.

  • Luogo: VENEZIA
  • Editore: PETRUM DEHUCHINUM
  • Data: 1580
  • Formato: 2 parti in un volume In-4° (mm 260x195)
  • Cfr. Bibliografico: Cfr. Houzeau & Lancaster 12738: ???superbe édition???; Riccardi I(ii) 164.4.

Prezzo: € 1.200,00



Descrizione prodotto

Legatura del XVII secolo in cartonnage con autore, titolo, luogo e data manoscritti al dorso; titolo breve anticamente manoscritto al taglio inferiore. 8 carte non numerate, compreso il frontespizio; 50-88 carte numerate; 37-(1) carte numerate, compreso il secondo frontespizio per "De Corrigendo Ecclesiastico Calendario Libri Duo". PRIMA EDIZIONE, secondo Riccardi "la più splendida del sec. XVI, sia per bellezza dei caratteri, sia per la qualità della carta e della impressione". Moleti, fu il predecessore di Galileo sulla cattedra di matematica a Padova, egli ebbe un atteggiamento di prudenza conservatrice verso le tavole Alfonsine, dette anche Toledane, ma chiamò le sue nuove tavole dei moti delle stelle fisse, sole e luna dopo Gregorio XIII, il Papa che le commissionò come supporto tecnico per la sua riforma del calendario. Nelle correzioni alle tavole, formando una seconda parte del libro, l'astronomo proponeva l'argomentazione che i cicli tradizionali di calcolo ecclesiastico dovevano essere rigettati a favore del vero movimento delle stelle; ha fissato l'equinozio non al 21 marzo (la data fissata al tempo del Concilio di Nicea e favorito dalla Congregazione) ma il 25 marzo, identificato come il giorno dell'equinozio al tempo di Cristo. Sebbene l'argomento fosse ancora da risolvere, Gregorio XIII ricompensò i suoi sforzi con un regalo di 300 ducati. Cfr, Treccani, "Uno dei primi compiti cui assolse in qualità di professore di matematica fu quello di esprimere, insieme con il matematico della Serenissima G. Zarlini, il suo parere sul Compendium di A. Lilio (Luigi Giglio), sollecitato alla fine del 1577 dalla Congregazione romana deputata da Gregorio XIII alla riforma del calendario. La sua breve risposta iniziale, cui iniziò a lavorare nel novembre 1578, si sviluppò nei mesi successivi in un trattato De corrigendo ecclesiastico calendario, edito in appendice alle tavole astronomiche dei moti delle stelle fisse, e del Sole e la Luna, che il M. compose al fine di offrire un supporto tecnico per la correzione esatta del calendario e che, in ossequio al papa, volle chiamare Tabulae Gregorianae (Venezia, P. Deuchino, 1580). Le tavole erano accompagnate, inoltre, da un manuale per l’uso delle regole per il computo astronomico e da un libro di Canoni per il loro corretto utilizzo. Il parere del M. sulla riforma si connota per il rifiuto dei tradizionali cicli del computo ecclesiastico, per il ricorso ai moti veri degli astri e per la scelta di fissare l’equinozio non al 21 marzo (data fissata al tempo del concilio di Nicea e favorita dalla Congregazione), ma al 25 marzo, identificato come giorno dell’equinozio all’epoca di Cristo. L’opinione del M. di basare il nuovo calendario sui moti veri, condivisa da altri tra i quali, in un primo momento, anche il gesuita C. Clavio, corrispondente del M. e membro della Congregazione, finì per soccombere di fronte alle ragioni di ossequio alla tradizione, che indussero la commissione a scegliere di riferire i cicli calendariali ai moti medi. Nondimeno, le tavole gregoriane vennero molto apprezzate a Roma, tanto da indurre il papa a incaricare il M. di completarle con il computo dei moti degli altri pianeti.". Esemplare in buone condizioni e ad ampi margini, leggermente allentato.

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