LÉGER Jean (1615-1670)

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HISTOIRE GENERALE DES EGLISES EVANGELIQUES DES VALLEES DE PIEMONT; OU VAUDOISES. DIVISEE EN DEUX LIVRES.

Specifiche

  • Autore:

    LÉGER Jean (1615-1670)

  • Titolo:

    HISTOIRE GENERALE DES EGLISES EVANGELIQUES DES VALLEES DE PIEMONT; OU VAUDOISES. DIVISEE EN DEUX LIVRES.

  • Luogo: A LEYDE
  • Editore: JEAN LE CARPENTIER
  • Data: 1669
  • Formato: In-folio (mm 359x225)
  • Cfr. Bibliografico: Cfr. Caillet 6406; Graesse IV, 148. Brunet III, 941: ‘Oeuvre curieux, recherché et devenue rare.’

Prezzo: € 2.400,00



Descrizione prodotto

Bella e solida  legatura in piena pergamena rigida con, al piatto anteriore, etichetta cartacea della celebre biblioteca del Conte di  Schönborn-Buchheim; titolo manoscritto al dorso; tagli spruzzati. Al recto del foglio di guardia anteriore, ex libris della stessa biblioteca Schönborn-Buchheim con numeri di collocazione.  Bella antiporta figurata di argomento allegorico religioso, bianco il verso; frontespizio con titolo e fregio tipografico, bianco il verso;  4 pagine non numerate, 1 tavola fuori testo con ritratto dell'autore inciso, bianco il verso; 24 pagine non numerate per dedica e lettere varie; 1 magnifica carta geografica fuori testo, incisa da Valerio Crasso nel 1688  e più volte ripiegata:  raffigura le Valli Valdesi iscritte all'interno di cornice tipografica con, all'interno  titolo su festone posto in alto al centro e, a sinistra, rappresentazione simbolica della luce che vince le tenebre, raffigurata con una candela ardente  dentro festone d'alloro; 212 pagine numerate. Deuxieme Partie: 16 pagine non numerate, compreso il frontespzio con titolo e fregio tipografico; 385-(6)-(1b.) pagine numerate. All'interno dell'opera, oltre al ritratto e alla carta geografica citati, 36 incisioni su rame nel testo, raffiguranti le atrocità commesse verso le popolazioni valdesi piemontesi. PRIMA RARA EDIZIONE, di questo fondamentale lavoro sulle persecuzioni delle popolazioni valdesi del Piemonte e sul massacro perpetrato nel 1655.  Cfr. Ereticopedia.org. "Lèger fu pastore riformato a Prali, Rodoretto e San Giovanni, moderatore delle chiese valdesi e pastore della chiesa riformata di lingua francese a Leida. Protagonista e testimone del massacro dei valdesi (le cosiddette Pasque Piemontesi, 25-27 aprile 1655), ne fornì uno dei primi resoconti storiografici nei due volumi della sua Histoire générale des Eglises Evangeliques des vallées du Piemont ou Vaudoises pubblicata a Leida nel 1669, per la quale è considerato uno dei principali storici valdesi del Seicento. Le principali informazioni sulla sua vita provengono dall'autobiografia che lo stesso Léger allegò a conclusione della sua Histoire générale. Nel descrivere le sue origini familiari, Léger tiene a dimostrare che la sua genealogia comprendeva molti pastori e barba, i predicatori itineranti del valdismo quattrocentesco e pre-riformato. Léger e le "Pasque Piemontesi":  "Jusqu'à l'an 1655 il ne m'arriva pas grand chose d'extraordinaire: je continuay à prendre tout le soin qu'il me fut possible des affaires des Vallées (…): faire leurs Apologies, dresser leurs Remonstrances, former leurs Requestes &c, et convoquer au besoin leurs Assemblées Générales". Così Léger descrive gli anni di pastorato a San Giovanni compresi fra il suo ingresso nella comunità e il massacro del 1655, l'episodio destinato a cambiare il suo destino insieme a quello di tutti i valdesi...Il 17 aprile del 1655 le truppe del marchese Giacinto Simiana di Pianezza prendono quartiere a San Giovanni, mentre un consiglio generale delle valli discute sul da farsi: accettare l'alloggiamento e obbedire agli ordini ducali (che prevedevano lo sgombero dei valdesi dalle comunità del fondovalle, escluse dai "limiti di tolleranza") o resistere con le armi ai soldati. Léger si distingue subito come uno dei principali sostenitori della seconda opzione. Meno di una settimana dopo le truppe del Pianezza, accresciute in numero grazie all'arrivo di un reggimento francese comandato dal maresciallo Jacques Rouxel de Grancey, danno l'assalto alle barricate costruite dai ribelli e, dopo aver disperso la resistenza, scatenano un duro massacro della popolazione civile... Léger riesce a fuggire fortunosamente oltre confine, nelle terre sotto dominio francese, dove trova numerosi altri esuli scampati alla carneficina. Il 27 aprile 1655 convoca un'assemblea di pastori e sindaci per decidere il da farsi: una parte dei profughi è convinta della necessità di piegarsi agli ordini ducali e - se necessario - abbandonare per sempre le valli pur di continuare a professare la religione riformata. Léger guida invece un gruppo di pastori e sindaci decisi a proseguire la lotta di resistenza. Vengono prese tre decisioni destinate a cambiare il corso degli eventi: si riorganizzano le milizie valdesi, affidate alla guida di quattro capitani (Giosuè Gianavello, Francesco Laurenti, Jacques Peyronel, Bartolomeo Jahier); si redige una Lettres des fidèles exilés indirizzata alla Compagnia dei Pastori di Ginevra, nella quale si chiede assistenza politica e consiglio; e viene deciso che lo stesso Jean Léger intraprenda un viaggio a Parigi e Londra per sollecitare un intervento diplomatico delle due potenze per mitigare la repressione ducale...Léger parte per la Francia, si ferma a Grenoble dove fa stampare un manifesto di denuncia del massacro da far circolare in tutta l'Europa riformata, e giunge a Parigi accolto dall'ambasciatore delle Province Unite, William Boreel, che lo aiuta a prendere contatto con Mazzarino per inoltrare la sua richiesta di aiuto. Sempre su consiglio di Boreel, Léger decide di non imbarcarsi sulla nave che da Dieppe lo avrebbe portato a Londra, per prendere contatto diretto con Oliver Cromwell, poiché la sua presenza in Inghilterra avrebbe insospettito Mazzarino, che vedeva nel Lord Protettore un pericoloso sobillatore degli ugonotti delle province meridionali del regno. Léger decide di scrivere un appello rivolto a Cromwell, già da tempo informato dei fatti dal suo ambasciatore a Zurigo, John Pell. La sua missione si è conclusa: torna in Piemonte (luglio 1655) giusto in tempo per prendere la guida della delegazione valligiana invitata al tavolo del negoziato apertosi a Pinerolo su iniziativa dell'ambasciatore francese, Enemond Servient...Le Patenti di grazia e perdono emanate il 18 agosto 1655 pongono fine alle ostilità e ristabiliscono i valdesi nel possesso delle loro terre, anche se ribadiscono l'ordine di sgombero dalle comunità del fondovalle che aveva fornito il pretesto della repressione ducale. Da questo momento in poi Léger si trova impegnato in una dura battaglia interna alle comunità tra coloro che intendevano accettare la pace e coloro che intendevano riprendere la guerriglia per strappare al duca condizioni più vantaggiose.
Frattanto Léger si adattava alla sua nuova condizione di esiliato. La moglie Maria Pellengo - morta nel 1663 - era rimasta in Piemonte con i figli a tenere i possedimenti di famiglia sfuggiti alle confische ducali. Rimasto vedovo, nel 1665 Léger si sposò in seconde nozze con Catherine Le Marie du Courbet di Utrecht, vedova di un gentiluomo d'armi francese impiegato al servizio degli Stati Generali delle Province Unite. A Leida Léger riprese il lavoro di redazione di una monumentale Storia dei Valdesi che il Sinodo delle valli gli aveva già affidato nel 1646, a continuazione dell'opera che il suo precedessore Pierre Gilles, moderatore delle chiese valdesi, aveva portato a compimento nel 1642. Nasceva così l'Histoire générale des Eglises Evangeliques des Vallées du Piemont ou Vaudoises, che vide la luce a Leida presso l'editore Jean Le Carpentier. Il testo era diviso in due tomi, dedicati rispettivamente all'analisi dei costumi e della dottrina dei barba quattrocenteschi e al resoconto delle persecuzioni del 1655-1664...L'opera ebbe un certo successo in ambito riformato. Oltre all'edizione originale, in francese, se ne contano una in olandese pubblicata nel 1670 ed una in tedesco pubblicata nel 1750. Sul piano rigorosamente formale l'Histoire générale copiava integralmente alcuni passi dalla History of the Evangelical Churches of the valleys of Piedmont uscita a Londra nel 1658 dalla penna dell'ambasciatore inglese Samuel Morland, l'uomo al quale Oliver Cromwell aveva affidato nel 1655 l'incarico di una prima missione diplomatica presso la corte sabauda a favore dei valdesi. Morland ebbe modo di utilizzare ampiamente documenti quattrocenteschi (in particolare poemi edificanti e testi di dottrina valdese) che lo stesso Jean Léger gli affidò nel 1655 onde sottrarli alla furia e ai saccheggi delle truppe ducali. Nonostante l'evidente similarità tra le due opere, l'Histoire générale si distingue dalla History of the Evangelical Churches del Morland per la presenza di un ampio apparato iconografico che descrive le principali atrocità commesse nel corso del massacro del 1655 e soprattutto per gli elementi autobiografici che Léger volle inserire sia tra i capitoli del libro sia in un'appendice intitolata Abregé de la vie de Jean Léger.". Esemplare in ottime condizioni conservative, modesta gora alla parte superiore delle pagine da 5 a 8 della prima parte; poche altre lievissime gorette laterali a qualche carta lungo il volume.

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