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INGRASSIA, Giovanni Filippo (1510-1580)

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INFORMATIONE DEL PESTIFERO, ET CONTAGIOSO MORBO: IL QUALE AFFLIGGE ET HAVE AFFLITTO QUESTA CITTA' DI PALERMO, & MOLTE ALTRE CITTA', E TERRE DI QUESTO REGNO DI SICILIA, NELLA'NNO 1575. ET 1576.

Specifiche

  • Autore:

    INGRASSIA, Giovanni Filippo (1510-1580)

  • Titolo:

    INFORMATIONE DEL PESTIFERO, ET CONTAGIOSO MORBO: IL QUALE AFFLIGGE ET HAVE AFFLITTO QUESTA CITTA' DI PALERMO, & MOLTE ALTRE CITTA', E TERRE DI QUESTO REGNO DI SICILIA, NELLA'NNO 1575. ET 1576.

  • Luogo: (al colophon) PALERMO
  • Editore: GIOVANNI MATTEO MAYDA
  • Data: 1576
  • Formato: In-4to (mm 204x150)
  • Cfr. Bibliografico: Cfr. Adams I-120; Mortimer Italian 241.

Prezzo: € 1.500,00



Descrizione prodotto

Antica legatura di epoca successiva in piena pergamena con unghie; tracce manoscritte al dorso, scolorite; guardie coeve alla legatura;   (8, compreso il bel frontespizio con titolo e ampia illustrazione silografica sottostante raffigurante i rimedi alla piaga e marca tipografica centrale; ripetuta alla carta QQ6r), 312, (32), 205, (15) pagine numerate; alla quarta carta non numerata iniziale, al verso, bellissima incisione a piena pagina raffigurante l'autore che presenta il volume a Filippo II; nel testo, 2 illustrazioni a piena pagina, una a pagina 140 e l'altra a pagina 204. PRIMA RARA EDIZIONE. L’opera è suddivisa in quattro parti, scritta in lingua volgare con una parte in latino per i “dotti”; il volume  tratta con puntualità e precisione il dramma di Palermo durante la pestilenza di quegli anni. In essa, Ingrassia innova i criteri epidemiologici del tempo avvicinandosi alle moderne teorie sulla trasmissione delle malattie legate alla trasmissione di “atomi” o “principi seminaria”, che molto probabilmente aveva appreso a Padova da Girolamo Fracastoro, intuendo che si tratti di una malattia di tipo contagioso. La pericolosità del morbo viene infatti sottovalutata per l’iniziale ridotta contagiosità. La “Galeotta”, un’imbarcazione proveniente dall’Africa, all’inizio non appare essere responsabile della trasmissione del morbo; neanche i tappeti che inizialmente sbarcano a Palermo sono sospettati di esserne veicolo, bensì i contatti con una prostituta. Ma indagini più approfondite rivelano che la “Galeotta” in Barbaria aveva potuto assumere dei “principi di infezione” tra panni e tappeti che, dopo incubazione, diffondono la malattia. L'auotre indivisua come concause della malattia, la carenza di cibo a contenuto proteico e l'acqua,  non adeguatamente separata nelle  fogne e per le pozze  stagnanti. Ingrassia esorta che si bonifichi la “palude del Papireto” e che si trovino fondi per l’alimentazione dei poveri. Molto interessante la descrizione di Palermo durante l'epidemia, una città sporca e con ampie fasce della popolazione in condizioni di estrema miseria. Importante il concetto che l'autore sottolinea nel volume: oltrechè per i microbi infettivi, la malattia si sviluppa anche per predisposizione personale.  Esemplare in discrete condizioni, piccola integrazione al dorso; modesta  traforatura di tarlo al frontespizio, la tavola illustrata della presentazione del libro ha il margine inferiore e laterale più corti di qualche millimetro, quello laterale  è in parte rifilato; diffuse fioritre e ingiallimenti; piccola gora laterale alle ultime carte; la carta cc4 di colophon con integrazione all'angolo inferiore esterno, lontano dal testo.

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