BORELLI, Giovanni Alfonso (1608-1679)

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Theoricae mediceorum planetarum ex causis physicis deductae.

Specifiche

  • Autore:

    BORELLI, Giovanni Alfonso (1608-1679)

  • Titolo:

    Theoricae mediceorum planetarum ex causis physicis deductae.

  • Luogo: Florence
  • Data: 1666
  • Formato: 4to (210x150 mm)
  • Cfr. Bibliografico: Riccardi I, 158

Prezzo: € 8.000,00



Descrizione prodotto

Legatura moderna in piena pergamena; autore e titolo in oro su tassello marrone al dorso; tagli spruzzati di rosso; guardie nuove.  VII, compreso il frontespizio con titolo e nonta di possesso cassata da una riga rossa; (1b),184,(4) pagine numerate. AL termine, 5 tavole incise fuori testo e ripiegate, cucite tutte insieme su una carta bianca. Alcuni capolettera istoriati. PRIMA RARA EDIZIONE di questa importante opera sul movimento delle lune di Giove.  Galileo non descrisse il dispositivo con cui mutò il telescopio in uno strumento di precisione, il "micrometro". Le uniche notizie su di esso si devono a Borelli, che nel 1666 ne scrisse come di un regolo scorrevole suddiviso in 20 parti uguali. Borelli stabilì il suo osservatorio sulla collina di San Miniato  e le sue osservazioni sui movimenti dei satelliti di Giove portarono al concepimento dell'opera in esame, dove affermò che i pianeti si muovono in tre tipi di orbite ellittiche. Cfr. Treccani, "L’opera di Giovanni Alfonso Borelli rappresenta il precipitato della scienza galileiana, per l’applicazione del modello meccanicistico-corpuscolare e dell’attività sperimentale, il rigore nel procedimento argomentativo, il ricorso a modelli meccanici nello studio dell’anatomia e della fisiologia degli animali. Significativa appare anche la vicenda biografica, la quale consente di ripercorrere la complessa mappa della res publica scientifica seicentesca, che intrecciava i diversi contesti politico-culturali della penisola...La collaborazione con l’Accademia del Cimento di Leopoldo de’ Medici permise a Borelli di condurre esperimenti sulla propagazione del suono, sulla pressione dell’aria e sulla resistenza dei materiali, di completare e correggere gli scritti di idraulica rispettivamente di Castelli e di Michelini, e di studiare le lagune situate in prossimità di Pisa. Negli stessi anni effettuò osservazioni telescopiche sistematiche dei corpi celesti, in particolare di Venere. Intervenne inoltre in una polemica sorta tra Nicolò Fabri e Christiaan Huygens, schierandosi nel 1662 a favore di quest’ultimo. Nel 1665, nella lettera Del movimento della cometa, firmata con lo pseudonimo Pier Maria Mutoli, formulò un’ipotesi sulla natura solida delle comete e sul moto dei pianeti. I risultati delle sue osservazioni astronomiche furono pubblicati nelle Theoricae mediceorum planetarum ex causis physicis deductae (1666).". Esemplare in buone condizioni, sporadiche fioriture e ingiallimenti.

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